LETTERA APERTA AGLI ABITANTI DEL QUARTIERE PAOLO SARPI
C’e
un’altra Paolo Sarpi, oltre a quella descritta in questi giorni dai
giornali e dalle televisioni.
C’è una Paolo Sarpi che non pensa che qui “il
clima sia irrespirabile” e che “la tensione si tagli con il coltello”.
Ci sono anche uomini, donne e bambini italiani che vivono accanto a
uomini, donne e bambini cinesi con curiosità reciproca e con piacere.
Anche noi crediamo che la legalità sia un valore da
rispettare e salvaguardare, sempre e da parte di tutti, italiani e non
italiani.
Anche noi riconosciamo l’esistenza di problemi (peraltro di
lunga data), come quello della viabilità, dei marciapiedi stretti, della
necessità di riqualificazione urbanistica del quartiere.
Tuttavia a noi questo quartiere piace, perché è vivace,
sicuro, vario e ricco di stimoli. E riteniamo che i problemi si
risolvano con il dialogo e la collaborazione, non seminando e fomentando
discordie, né boicottando attività commerciali.
Chi vive qui sa che non è vero che tra italiani e cinesi
regnino soltanto tensione e incomprensione: ci sono anche relazioni di
buon vicinato, di scambio culturale, in molti casi di stima e di
amicizia. Qualche esempio: il gruppo di bimbi italiani che studia cinese
nella scuola di via Giusti, i bambini cinesi che frequentano le scuole
italiane e le attività all’oratorio; gli adulti cinesi che studiano
italiano e gli adulti italiani che studiano cinese; gli italiani e
cinesi che spesso si vedono insieme per la strada o al bar.
Noi crediamo che sia questa la strada da seguire: non
negando i problemi, ma incrementando i momenti di incontro e di
conoscenza già spontaneamente in atto, lontano sia dall’ intolleranza,
sia dalla violenza.
Non fa onore a una metropoli europea far mostra di un
atteggiamento di chiusura i intransigenza.
Paolo Sarpi non deve essere considerata un problema, ma un
laboratorio in cui sperimentare strategie di collaborazione, convivenza
e integrazione nel rispetto sia delle leggi, sia delle specifiche
identità culturali, dando vita a progetti comuni che accompagnino il
nostro quartiere e la nostra città verso il futuro.
Alcuni abitanti della zona
Referenti: Cristina Fabbri e Nicoletta Russello