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Ai Soci Italia schizofrenica.
Ora che il messaggio è stato violentemente lanciato (cinesi = delinquenti) sono arrivate sui muri di Milano le minacce e le scritte razziste e xenofobe. Siamo proprio un popolo di schizofrenici noi italiani. Nel momento stesso in cui ci lamentiamo degli abusi edilizi che rovinano il territorio, delle violenze di ogni tipo che maturano anche all’interno delle nostre famiglie, dei 1300 morti sul lavoro ogni anno, del lavoro nero, della finanza allegra dei furbetti, della enorme evasione fiscale, degli sperperi di denaro pubblico, degli insostenibili affitti, dei assurdi costi degli appartamenti, degli sfracelli urbanistici, del devastante inquinamento ambientale, degli scandali a ripetizione, dei prezzi più che raddoppiati con l’entrata in vigore dell’euro senza nessun controllo ecc. ecc. gli italiani (sembrerebbe la maggioranza…) senza alcun pudore sbandierano con orgoglio nostri ipotetici valori e virtù, in contrapposizione ovviamente a pure ipotetici difetti e malefatte degli immigrati invasori del nostro bel paese, musulmani, africani, asiatici, slavi, rom e via elencando. Improvvisamente, con sussulti di orgoglio nazionale degni di miglior causa, con somma presunzione e arroganza, gli italiani si auto convincono di essere i campioni della legalità e della perfezione e lanciano accuse infamanti sui predestinati di turno. Accuse che diventano immediatamente sentenze di condanna. Questa volta sono i cinesi a farne le spese a suon di stereotipi e luoghi comuni, becere falsità e logore banalità senza alcun serio dato a supporto. Anzi, coloro, e sono tanti, che si stanno scagliando con inaudita veemenza contro i commercianti cinesi di via Paolo Sarpi a Milano, agiscono nella piena ignoranza culturale e storica falsificando la realtà e generando la convinzione che in effetti si tratti di delinquenti, affaristi senza scrupoli, comunisti infiltrati che sono entrati clandestinamente in Italia per rovinare la nostra economia e le nostre industrie con i loro prodotti a basso prezzo e di scarsa qualità e così favorendo l’ invasione “barbarica” del nostro meraviglioso mercato. Le molte sciocchezze che si sono scritte e sentite a commento degli incidenti di via Paolo Sarpi testimoniano la grande ignoranza esistente a tutti i livelli. Un esempio lampante sono le famose bandiere della R.P. Cinese che si sono viste garrire nel bel mezzo degli scontri. I benpensanti e gli esatti opposti hanno subito interpretato questo gesto simbolico come una violazione dello stato di diritto, una offesa alla nazione Italiana, un segnale di prepotenza inaudita verso chi ospita con benevolenza questi cinesi ermetici, invadenti, evasori, maleducati e irriconoscenti. A parte gli epiteti che qui ho riassunto molto sinteticamente, pochi evidentemente conoscono il senso di appartenenza dei cinesi alla propria patria (indipendentemente dal potere politico che la governa). Un sentimento che è storicamente sempre esistito che i cinesi sentono e manifestano anche per la propria famiglia e che di fatto rappresenta una peculiare caratteristica del miliardo e trecento milioni di persone che vivono in Cina come delle decine di milioni di cinesi che sono emigrati e vivono all’estero (di cui l’Italia ne ospita solo una piccolissima parte, circa 100-150.000). Quindi non un segno minaccioso, ma un richiamo alla loro dignità di cinesi che seppure lontani dalla patria non rinnegano la loro provenienza e le loro radici. Io sono convinto che se prima di parlare e di dare giudizi a destra e a manca, tanti nostri connazionali, giornalisti, commentatori e politici compresi, si premurassero almeno di approfondire certi argomenti ricorrendo a coloro ne sanno un po’ più di loro senza snobbarli con supponenza e si informassero sulle differenze principali dei cinesi rispetto agli occidentali e infine facessero un semplice esame di coscienza su come noi ci comportiamo tutti i giorni ad ogni livello, forse i messaggi e le conseguenti reazioni avrebbero una eco meno desolante e la ricerca delle soluzioni ai vari problemi insorgenti, al di là delle chiacchiere a vanvera, potrebbe essere più produttiva.
Per
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